LES SECRETS SALES DE LA MODE

All’inizio di questa settimana la BBC ha trasmesso un altro documentario che parlava dello stato del nostro pianeta – nello specifico l’impatto che l’industria della moda ha sull’ambiente. Stacey Dooley, presentatrice del programma visita in questa puntata Kazakhstan, Indonesia e Copenhagen cercando di rivelare il lato oscuro del mondo Fashion.

All’inizio, siamo accompagnati nell’area del mare Aral (o almeno quello che ne rimane) in Kazakhstan. L’enorme distesa d’acqua che esisteva nel 1960 copriva 68,000 metri quadrati. Adesso è ridotta ad appena 3,300 metri quadrati. Il motivo principale di questa drastica riduzione? L’industria del cotone. I paesi vicini, come l’Uzbekistan, che si affaccia anch’esso sul mare Aral, ha vaste piantagioni di cotone ed è responsabile per dirottare enormi quantità d’acqua per sostenere la produzione del cotone. L’impatto di questo uso selvaggio non ha avuto solo conseguenze devastanti per l’ambiente locale – dove le temperature hanno raggiunto livelli altissimi a causa della mancanza d’acqua, ma anche sulle altre attività umane. L’industria peschiera della regione ha raggiunto minimi storici e lasciato la comunità locale in ginocchio e molti senza lavoro.

Successivamente l’indagine si sposta all’incontro Internazionale della moda di Copenhagen, dove Dooley cerca di contattare industrie leader nel settore per verificare se esistono seri tentativi per trovare una soluzione a questo disastro ecologico. Rappresentanti di ASOS e Primark cercano di scappare da Dooley quando le sue domande diventano più pressanti – ‘devono avere l’immagine della loro Azienda da proteggere’ si lamenta la nostra presentatrice, per il fatto che nessuno voglia parlare con lei. Questa scena si ripete fino a che non incontra un rappresentante di Levi’s che offre parole di conforto riguardo cosa la compagnia stia cercando di ottenere. Sostiene che Levi’s sta cercando una soluzione per usare denim destinato allo scarto per creare un jeans. Considerando che i jeans sono uno degli item più ricercati e diffusi ed utilizzati da tutte le case di moda, sembra una notizia importante che una delle industrie più rilevanti del settore stia effettivamente cercando una soluzione per ridurre l’impatto ambientale.

Il penultimo scalino nell’episodio porta lo spettatore in Indonesia sul fiume Citarum. Conosciuto come uno tra i più inquinati, se non il più inquinato fiume del mondo, lo spettatore è messo di fronte all’ultima scena scoccante del reportage. Navigando lungo le acque del fiume, Dooley passa manifattura dopo manifattura in cui l’abitudine corrente è quella di gettare spazzatura a profusione nelle stesse acque che una vastissima comunità locale utilizza come fonte di acqua potabile. Una scena particolarmente orribile è quella che mostra due ragazzini che giocando saltando nelle acque del fiume, nere e piene di schiuma, a causa dei residui dalle manifatture tessili.

Infine, di ritorno nel Regno Unito, Dooley incontra vari fashion bloggers che caricano in rete video sui trend più recenti nel settore moda. Queste giovani donne dipendono pesantemente dai nuovo trend proposti grandi marchi di settore per creare il loro contenuto, e sono naturalmente shoccate quando mostriamo loro scene del video descritto sopra. Sarebbe facile ritenerle responsabili per spingere il consumatore a seguire le ultime tendenze da loro promosse, tuttavia il problema è troppo complesso per semplicemente puntare il dito ad un unico responsabile come gli Youtubers di tendenza.

Lo spettatore è lasciato alla fine del programma interrogandosi su possibili soluzioni. È necessario smettere di acquistare vestiti? È necessario comprare solo da manifatture certificate ed eco-friendly? Oppure è possibile continuare ad agire come siamo abituati perché l’industria è troppo grande per essere modificata? Non esiste una risposta semplicistica, ed è chiaro che è stata necessaria una grande complicità/ingenuità da parte di tutti noi per far arrivare la situazione a questo punto.

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